mercoledì 16 luglio 2008

INCENERITORI IN SICILIA CON GLI ARTIGLI DI FALCK(O)


E’ stato accolto dal Tar del Lazio il ricorso presentato dalle società Actelios Pea, Platani e Tifeo del gruppo Falck, a cui è stata affidata la realizzazione di tre impianti di incenerimento rifiuti in Sicilia. In seguito alla sentenza del Tar il Ministero dello Sviluppo economico dovrà emanare entro tre mesi i decreti di riconoscimento del Cip6 ma la decisione risulta alquanto controversa in quanto gli impianti in questione nonostante fossero già stati autorizzati, non risultavano ancora in costruzione al momento dell'abolizione, nella passata legislatura, di tale regime agevolato e le gare di appalto erano state considerata dalla Corte di Giustizia Europea non valide.

Quindi questi inceneritori li vogliono costruire a tutti i costi, con gli artigli di falco, ansiosi di accaparrarsi quel bottino assai ghiotto che prende il nome di Cip6 non curandosi di attivare forme alternative di smaltimento, anzi disincentivando la raccolta differenziata e il trattamento meccanico biologico.

Intanto Legambiente ricorre contro questa decisione del Tar: “L’interpretazione del Tar Lazio ci stupisce, ecco perché Legambiente ricorrerà contro questa decisione”.

Così Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia afferma: "Ci sembra che il Tar, piu’ che interpretare una norma chiara, ne cambi il senso" - continua Fontana - "Il Cip6, per gli inceneritori è stato cancellato con una sentenza della Corte per rispondere alla necessità del Paese di adeguarsi alle normative della Comunità europea con deroghe esclusive del ministero indirizzate solo a quegli impianti in fase di realizzazione. Gli inceneritori siciliani, infatti, sono stati esclusi dalle deroghe del ministero perché non risultavano ancora in costruzione al momento della sospensione del Cip6″. Fontana ricorda la sentenza della Corte di giustizia europea che ha dichiarato l’illegittimità del bando di gara per i 4 termovalorizzatori in Sicilia per mancanza di adeguata pubblicizzazione e il conseguente annullamento, e sostiene che la sentenza del tar “e’ stata superata dagli eventi”.

Siamo alla follia! Come può un Tribunale Amministrativo Regionale accettare un ricorso che si palesa infondato di fronte al giudicato di due sentenze della Corte di Giustizia Europea. Come si può? La risposta esiste: Siamo in Italia. Il paese della fantasia. Fantasia che però mette rischio molte vite umane. Studi epidemiologici infatti dimostrano una consonanza tra vicinanza a inceneritori e incremento di patologia come: morbo parkinson, alzheimer, sarcoma ai tessuti molli, malformazioni fetali ecc.

Fonti

http://www.consumatori-oggi.it/archives/00014529.html

http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/26755/termovalorizzatori-in-sicilia-ancora-3-mesi-per-cip6.html