domenica 7 dicembre 2008

Energia, altro treno perso

Scritto da Antonio Di Pietro.

eolico.jpg

La Finanziaria arresta lo sviluppo del nostro Paese in ambito ambientale ed energetico.
Mentre gli Stati più avanzati cercano soluzioni alternative al petrolio, all’incenerimento, al nucleare, il Governo Berlusconi punta esattamente su un modello che tra qualche anno escluderà l’Italia dal mercato dell’energia.

Il taglio per le detrazioni fiscali sul risparmio energetico contenuto in Finanziaria è infatti uno dei tanti tasselli che impedirà al nostro Paese di sviluppare l’industria legata alla produzione di impianti e tecnologie del futuro. Una volta perso questo treno l’Italia non potrà, come accade già oggi per le vecchie forme di energia, che acquistare dagli altri Paesi impianti e forniture.

Tra qualche anno cadrà la barriera artificiosa tra energia e energia rinnovabile perché l’energia utilizzata sarà prevalentemente rinnovabile, ossia non esauribile.
Il nucleare è fallito ancor prima di nascere, la Francia, il maggior sponsor in Europa dell’energia dell’atomo, la vuole dismettere e tenta di vendere ad altri Paesi una tecnologia obsoleta che gli ha generato ingenti perdite economiche.

In Europa nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare, gli impianti eolici costruiti nel periodo 2008-2012 produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Il solare è sulla stessa strada.

La risposta del centrodestra a queste previsioni di sviluppo è l’approvazione del 1441 ter, un disegno di legge approdato al Senato dopo essere stato approvato alla Camera, che espropria le Regioni della competenza di valutare l’impatto ambientale per impianti di estrazione petrolifera e di localizzazione di siti nucleari. In sostanza, sarà Berlusconi a decidere dove costruire pozzi di estrazione petrolifera e centrali nucleari alla faccia del federalismo.

I motivi di queste scelte anacronistiche sono chiari: le lobby economiche dell’energia sono profondamente colluse con il sistema di controllo politico da cui ricevono agevolazioni.
L’Italia, grazie a queste scelte contrarie all’ambiente e allo sviluppo economico è sempre più isolata in Europa e nel mondo.

lunedì 3 novembre 2008

LOMBARDO (INCENERIAMO LA SICILIA)



Il presidente della regione Raffaele Lombardo afferma che entro il mese di novembre saranno pubblicati i bandi di gara per la costruzione degli inceneritori in Sicilia di cui uno a Palermo.
Il governo infatti ha emanato un decreto legislativo che autorizza l’utilizzo del cip6 per la costruzione di inceneritori e questo in contrasto col dettato Europeo.
In precedenza infatti la Commissione Europea aveva avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per gli incentivi dati dal Governo italiano per produrre energia bruciando rifiuti inorganici considerandoli “fonte Rinnovabile” in violazione della direttiva 2001/77.
Senza il cip6 i termodistruttori sono irrealizzabili. Il bilancio è in perdita e non risolvono il problema dei rifiuti dato che il 60% degli stessi si trasforma in ceneri altamente tossiche e il resto va
nell’atmosfera!
Ci hanno tolto tutto: vogliono toglierci anche l’aria! Ma in compenso ci regalano il cancro!
Questo è un ennesimo atto con cui il governo secondo un’ottica di tipo clientelare vuole creare bacini di voti a discapito delle salute dell’intera popolazione.

giovedì 30 ottobre 2008

INCENERITORE A PALERMO (LA DITTATURA DELLA VERGOGNA)




''Il governo ha presentato sui Cip6 un vergognoso emendamento, che ci auguriamo il parlamento non faccia passare'' ha detto Ciafani.

Il cip6 andrebbe a finanziare 3 inceneritori in sicilia di cui uno a Palermo!
Emendamento presentato dalla Prestigiacomo.
Per avvantaggiare il loro amici stanno rovinando anche la salute dei cittadini!
Il governo è spietato nelle sue scelte! Contro la volontà dei cittadini ha fatto legge il decreto gemini che decreta la distruzione della scuola e delle università!
Adesso ritorna sull'ambiente! Il cip6 che è un contributo nato per le rinnovabili viene devoluto per gli inceneritori!
''Gli incentivi alle rinnovabili vadano veramente alle fonti pulite - continua Ciafani - basta con questo furto, che gia' ora pesa sulla collettivita' dai 3 ai 4 miliardi di euro ogni anno, prelevati direttamente dalle bollette elettriche. Estendere a qualsiasi impianto che brucia anche i rifiuti non biodegradabili la possibilita' di accedere a questi incentivi e' una palese infrazione alla direttiva europea sulle fonti rinnovabili e alla normativa sulla concorrenza''.
Questa è una forte ingiustizia sociale! Questa è una dittatura!

venerdì 5 settembre 2008

ADRIANO CELENTANO (INCENERITORI)



Anche Adriano sa bene cosa stanno facendo i politici! Sa bene che le emissioni degli inceneritori fanno male alla salute. Sa bene che gli inceneritori emettono particelle inorganiche dette PM 2,5 che una volta inalate nel giro di pochi secondi entrano nel sangue e nel giro di un'ora sono gia dentro i nostri organi! Queste particelle non vengono riconosciute dal nostro organismo il quale reagisce attivando un processo di isolamanto infiammatorio detto granulomatosi! Questo processo puo degenerare determinando neoplasie (cancro) ma anche morbo parkinson, alzheimer, sarcoma ai tessuti molli, malformazioni fetali ecc.
Il buon Adriano lo sa e dice che lo sanno anche loro (i politici) e nella sua battuta lascia intavedere lo spirito egoistico di persone che per pochi spiccioli sarebbero disposte a sacrificare vite umane!

martedì 12 agosto 2008

ALLARME A PALERMO! “Il SILENZIO SULLA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA”

I cassonetti non bastano più a Palermo; minidiscariche a cielo aperto si formano lungo le strade! Un fenomeno che non si era mai verificato e causato dal fatto che l’immondizia viene ritirata in modo discontinuo! Le discarica sta esaurendo la sua capacità; non viene nemmeno presa in considerazione l’idea di soluzioni alternative! Siamo vicino Napoli e chi non se ne rende conto o sottovaluta la situazione è un incosciente! E allora signori miei dato che la situazione è cosi grave perché non facciamo la raccolta differenziata!? I politici: silenzio.
Certo sarebbe troppo scomodo per gli amministratori della società civile dato che questa soluzione (che è l’unica sostenibile) vanificherebbe ogni speranza di potere mettere in moto quella che è la lobby sugli inceneritori.
Ho visto con i miei occhi come si fa la raccolta differenziata a Palermo! Ho visto da lontano gli operatori ecologici che si accingevano a raccogliere la spazzatura e ho voluto verificare di persona quello che ho sempre pensato! I contenitori della plastica venivano svuotati per terra insieme ai sacchetti di immondizia, cartoni e quant’altro. Tutto veniva preso e messo nelle camionette! Tutto veniva poi portato a Bellolampo! Non si fa cosi la raccolta differenziata! Non si fa con i cassonetti per le strade! Si fa con il metodo piu civile quale "raccolta porta a porta"! I dati che ci propinano sono sbagliati; l’ 8% di raccolta differenziata in Sicilia è un falso!
I politici vogliono metterci con le spalle al muro! Vogliono che in Sicilia si arrivi ad una situazione simile a quella campana per poi obbligarci a sopportare i mostri da noi tanto temuti! Vogliono farci credere che l'incenerimento sia l’unica soluzione possibile ed anche la più conveniente! Stanno adottando un sistema strategico: "raccogliere meno di quanto si produce!" La zona di Aspra è sommersa dai rifiuti cosi mome Ficarazzi, Borgo nuovo ecc. Prevedo per il prossimo inverno il collasso; la situazione sarà simile a quella campana.
Riciclare rifiuti è sinonimo di civiltà; bruciarli e disperderli nell’ambiente una barbarie.

mercoledì 6 agosto 2008

A TESTA IN GIU

Scritto da Stefano Montanari
mercoledì 06 agosto 2008

 Forse sarà perché da questa parte del globo si vive a testa in giù ma, ogni volta che ci vengo, mi sembra di essere davvero in un altro mondo.

Niente di straordinario, intendiamoci: qui in Australia, a Sydney, dove mi trovo, è tutto normale o, per meglio dire, è come dovrebbe essere la norma. Immaginate una città di quattro milioni e duecentomila abitanti, di gran lunga la più popolosa dell’intero continente, vastissima per estensione, con un mare che s’insinua dappertutto e un porto che brulica di un’attività febbrile.

Che ne sarebbe in Italia? Non è difficile tradurre: un traffico caotico, un inquinamento insopportabile e il problema dell’immondizia ad un livello tale che solo il nostro divino primo ministro saprebbe risolvere con la sua ormai mitica bacchetta magica.

Per evitare problemi di sorta, qui il porto è stato trasferito molto a sud del centro; alla prova dei fatti, il traffico scorre che è una bellezza dovunque e il naso non avverte odori sgradevoli, innescando il sospetto che il motivo sia quello di disporre di trasporti pubblici razionali, magari ideati e diretti - udite, udite! - da persone capaci. Poi, a costo di smentire lo statista Maurizio Gasparri, lo scienziato Michele Giugliano e il faro Umberto Veronesi, qui, come, del resto, in altre parti del mondo ignote ai politici nostrani e alla loro corte dei miracoli, i rifiuti non costituiscono un rompicapo pur se l’inceneritore (pardon, il termovalorizzatore) non c’è.

Personalmente

credo che una mancanza del genere sia da addebitare al fatto che in questo strano paese la politica costa una frazione piccina piccina di quanto non costi a noi e la malavita, che ci sarà di sicuro anche qua, non ha nulla a che vedere con chi fa funzionare la nazione ma è malavita e basta che nessuno penserebbe mai di votare per il parlamento.

E, a proposito d’immondizia, appena entrato nell’appartamento in cui vivo, mi hanno consegnato un foglio su cui è spiegato con estrema semplicità come differenziare il pattume e la cosa è finita lì.

Differenziare tutti lo fanno come un comportamento assolutamente ovvio, e chi avesse voglia di percorre la città in cerca di un pezzetto di carta o di una cicca di sigaretta o di una lattina o di qualsiasi altro scarto abbandonato sdegnosamente per terra avrebbe di che spendere la giornata. È così, onorevole Gasparri, che si evita di fare un falò delle immondizie, ma temo sia proprio questo ciò che lei vuole evitare. E poi, dico rivolgendomi altrove, se si toglie una fonte così feconda di cancri, come ci si guadagna la pagnotta?

Se si passeggia un po’ per la città, a causa di una geografia costiera quanto mai frastagliata, si nota come le spiagge qui siano dovunque e il concetto di spiaggia attrezzata (ombrelloni e quant’altro) sia del tutto sconosciuto. Eppure, per quanto si cerchi e a dispetto dei locali che in spiaggia vanno anche ora che è il mese più freddo dell’anno, e lì ci mangiano pure, non sono mai riuscito a trovare un residuo qualunque d’immondizia. E il mare, cristallino dovunque, non porta a riva assolutamente nulla. Dunque, inutile cercarci vecchi pneumatici, sacchetti di plastica, lattine e tutto quanto di più fantasioso arreda allegramente le nostre rive.

Ieri dovevo raggiungere un laboratorio di studi marini e mi sono fatto un’oretta di cammino per un sentiero in piena città (ma è impossibile accorgersene) sospeso sull’oceano. Per entrare in quel percorso ci si deve previamente pulire la suola delle scarpe al fine di evitare di portarsi appresso una muffa che danneggia gli alberi, ed è vietato fumare. Naturalmente, nessuno penserebbe mai, pur con la quasi certezza di non essere beccato, di non strofinare le scarpe sulla grata apposita o di accendersi una sigaretta, né qualcuno abbandonerebbe per qualsiasi motivo un rifiuto qualunque, fosse anche una gomma da masticare, per terra o fra le piante. Vi assicuro: un piccolo paradiso a disposizione di tutti e che resta a disposizione di tutti perché a nessuno verrebbe in mente di rovinarlo. Se lo rovino, poi non ne godo più nemmeno io. Insomma, qui i furbi non esistono e si vive bene. Eppure, ve lo posso assicurare, gli australiani non sono nulla di speciale: carne ed ossa come noi.

Perché? Perché quando si parla di Napoli, una città ben più piccola di questa, si dice che non è possibile fare raccolta differenziata e altro non si può se non ricorrere alla criminale, costosissima idiozia di costruire inceneritori dovunque? Perché, ipnotizzati dai rapinatori della politica, tanti napoletani la pensano in questo modo e si sentono piccati quando si fa loro notare, ragione e dati alla mano, che sono in errore? Perché da noi nessuno insorge se vede qualcuno buttare l’immondizia per strada o gettare la cicca della sigaretta dall’automobile appiccando un incendio che parte dal ciglio della strada (vedi le nostre autostrade da giugno a settembre)? Perché noi non amiamo il nostro paese? Esiste qualcuno capace di spiegarmi perché qui applicare la ragione e l’educazione, farlo in modo naturale senza sacrificio né ostentazione e senza che nessuno controlli, è del tutto possibile, lo si fa per abitudine acquisita da sempre e non è concepibile comportarsi altrimenti, mentre da noi è giudicato quasi unanimemente assurdo?

Io mi sento umiliato quando parlo con chi, abitando in questa remota parte del Pianeta, è venuto a visitare il mio paese e ha visto di che nefandezze siamo capaci per svillaneggiare il patrimonio di cultura più prezioso del mondo, e mi vergogno profondamente quando vedo trasmissioni TV come quella cui ho assistito ieri sera nella quale si mostra un noto comico nostrano, si mostrano le sue adunate oceaniche e, come contraltare, si esibisce uno dei tanti parlamentari con una fedina non propriamente linda. Il tutto permeato di una pur rispettosa ironia.

Basta!


http://www.stefanomontanari.net/

mercoledì 16 luglio 2008

INCENERITORI IN SICILIA CON GLI ARTIGLI DI FALCK(O)


E’ stato accolto dal Tar del Lazio il ricorso presentato dalle società Actelios Pea, Platani e Tifeo del gruppo Falck, a cui è stata affidata la realizzazione di tre impianti di incenerimento rifiuti in Sicilia. In seguito alla sentenza del Tar il Ministero dello Sviluppo economico dovrà emanare entro tre mesi i decreti di riconoscimento del Cip6 ma la decisione risulta alquanto controversa in quanto gli impianti in questione nonostante fossero già stati autorizzati, non risultavano ancora in costruzione al momento dell'abolizione, nella passata legislatura, di tale regime agevolato e le gare di appalto erano state considerata dalla Corte di Giustizia Europea non valide.

Quindi questi inceneritori li vogliono costruire a tutti i costi, con gli artigli di falco, ansiosi di accaparrarsi quel bottino assai ghiotto che prende il nome di Cip6 non curandosi di attivare forme alternative di smaltimento, anzi disincentivando la raccolta differenziata e il trattamento meccanico biologico.

Intanto Legambiente ricorre contro questa decisione del Tar: “L’interpretazione del Tar Lazio ci stupisce, ecco perché Legambiente ricorrerà contro questa decisione”.

Così Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia afferma: "Ci sembra che il Tar, piu’ che interpretare una norma chiara, ne cambi il senso" - continua Fontana - "Il Cip6, per gli inceneritori è stato cancellato con una sentenza della Corte per rispondere alla necessità del Paese di adeguarsi alle normative della Comunità europea con deroghe esclusive del ministero indirizzate solo a quegli impianti in fase di realizzazione. Gli inceneritori siciliani, infatti, sono stati esclusi dalle deroghe del ministero perché non risultavano ancora in costruzione al momento della sospensione del Cip6″. Fontana ricorda la sentenza della Corte di giustizia europea che ha dichiarato l’illegittimità del bando di gara per i 4 termovalorizzatori in Sicilia per mancanza di adeguata pubblicizzazione e il conseguente annullamento, e sostiene che la sentenza del tar “e’ stata superata dagli eventi”.

Siamo alla follia! Come può un Tribunale Amministrativo Regionale accettare un ricorso che si palesa infondato di fronte al giudicato di due sentenze della Corte di Giustizia Europea. Come si può? La risposta esiste: Siamo in Italia. Il paese della fantasia. Fantasia che però mette rischio molte vite umane. Studi epidemiologici infatti dimostrano una consonanza tra vicinanza a inceneritori e incremento di patologia come: morbo parkinson, alzheimer, sarcoma ai tessuti molli, malformazioni fetali ecc.

Fonti

http://www.consumatori-oggi.it/archives/00014529.html

http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/26755/termovalorizzatori-in-sicilia-ancora-3-mesi-per-cip6.html